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Apparato muscolo-scheletrico e gravidanza

Nel primo articolo  abbiamo fatto un viaggio attraverso la storia per comprendere come l’evoluzione abbia selezionato il nostro apparato muscolo-scheletrico per renderlo funzionalmente adatto alla vita come la conduciamo adesso. Adesso esploreremo come questo apparato si sviluppa nell’embrione e quali sono gli atteggiamenti utili, sempre sotto l’aspetto della Medicina Funzionale, che la madre deve tenere per la salute sua e del nascituro.

Sviluppo embrionale

Una volta avvenuta la fecondazione, le cellule che costituiranno il nuovo essere cominciano a moltiplicarsi e a crearsi il giusto “alloggio” nell’utero materno, formando tutte quelle strutture che gli daranno la sicurezza di un giusto e tranquillo isolamento (sacco vitellino, liquido amniotico) ma anche il contatto fondamentale – nutrizionale ed emozionale – con la madre: il cordone ombelicale e la placenta. Già dal 15° giorno di gestazione compare un rilevo che si posiziona sull’asse longitudinale mediano dell’embrione – la notocorda. Entro il 32° giorno lungo la notocorda si formano degli ammassi cellulari, 42 o 44, disposti in senso cranio caudale, i somiti, già ben individuabili in 4 occipitali, 8 cervicali, 12 dorsali,5 lombari, 5 sacrali, 8-10 coccigei che rappresentano la primitiva colonna vertebrale. Ad essi si accompagnano le strutture che daranno origine al resto dello scheletro – sclerotomi – e quelli che daranno origine ai muscoli – dermiotomi.

IV settimana: le vertebre e le coste son ben delineate e cominciano a svilupparsi gli abbozzi degli arti che si delineeranno meglio alla VI settimana di gestazione.

VII settimana: la cartilagine comincia a strutturare lo scheletro che comincerà ad ossificare verso la IX settimana di gestazione.

L’ossificazione dello scheletro terminerà a nascita avvenuta, poiché alcune parti dello scheletro sono ancora immature in quel momento, ad esempio le ossa del cranio, sulla volta, che formano la nota “fontanella”.

Durante questo delicato periodo di formazione la madre può adottare degli accorgimenti nutrizionali, fisici (esercizi) ed emozionali che garantiranno il benessere del feto e del futuro bebè. Infatti, è dimostrato che la comunicazione madre-feto avviene su tutti i piani – nutrizionale ed emozionale, e questo rimanda al concetto di essere umano visto come unità di psiche e soma che è uno dei principi che la Medicina Funzionale ha come obiettivo di mantenere.

Nutrizione e gravidanza

È sicuramente uno degli argomenti più spinosi e controversi quando si affronta la gravidanza. Molto si è detto e scritto in passato e altrettanto si farà in futuro. Proviamo a tracciare una linea logica di comportamento che segua le modificazioni fisiologiche che avvengono in gravidanza nel corpo della donna.

L’assetto ormonale durante la gravidanza vede l’attività di questi ormoni:

Progesterone. Prodotto dal corpo luteo (nasce dalla trasformazione del follicolo ovarico dopo l’ovulazione, ovvero l’espulsione della cellula uovo matura). Induce la produzione di sostanze nutrienti da parte della tuba e dell’utero per nutrire il prodotto del concepimento, inibisce la contrattilità uterina e mantiene l’endometrio adatto ad accogliere il feto, prepara la ghiandola mammaria.

Estrogeni. Prodotti dalla placenta, favoriscono l’aumento di volume dell’utero e della mammella e del feto; insieme al progesterone inibisce la maturazione di altri ovuli, e insieme alla relaxina rende i legamenti della pelvi più elastici per adattarsi alle modificazioni di volume dell’utero. La gonadotropina corionica, prodotta dal feto e la placenta contribuiscono al lavoro estro – progestinico.

Ossitocina e Prolattina. La prima induce e mantiene le contrazioni dell’utero per indurre il parto, la seconda impedisce, dopo il parto, ulteriori ovulazioni e favorisce la produzione di latte da parte della ghiandola mammaria. Emozionalmente contribuiscono a sviluppare il senso materno, l’accudimento e la protezione verso il nascituro.

Non dimentichiamo poi che gli ormoni tiroidei hanno il loro bel da fare per mantenere adeguato il metabolismo di due esseri contemporaneamente. Insieme agli estrogeni sono responsabili dei repentini sbalzi di umore tipici del primo trimestre di gravidanza. A questo può associarsi il possibile senso di inadeguatezza per la nuova situazione da affrontare.

Aspetti nutrizionali

Il primo aspetto da considerare è il controllo del peso, partendo dallo stato pregravidico. Si utilizza il BMI, o Indice di Massa Corporea, che si calcola dividendo il peso in kg per la statura espressa in metri al quadrato (Kg/m2). Se il valore è inferiore a 18,5 è troppo basso, quando compreso tra 18,5 – 24,9 è normale, da 25 a 29,9 si parla di sovrappeso, mentre valori uguali o superiori a 30 identificano l’obesità. L’eccesso di peso può comportare disagi sia alla gestante che al feto. Infatti, nella madre l’impegno dell’apparato muscolo-scheletrico è importante con la possibile comparsa di lombalgie o lombosciatalgie, oltre ad una modificazione importante della postura e della deambulazione dopo il 3° trimestre. Il feto può presentare macrosomie.  Se il peso è troppo basso e l’alimentazione non adeguata si può correre il rischio di parto prematuro o neonati con peso basso alla nascita. Nel computo del peso entrano in gioco anche il peso del feto, del liquido amniotico e della placenta. In base al BMI, per una donna normopeso, durante la gravidanza andranno aumentate le calorie di circa 250 al giorno, se sottopeso 350 die, se sovrappeso non bisogna oltrepassare un incremento di 200 calorie giornaliere.

Questo in media, ovviamente va considerata la variabilità individuale e il trimestre di gravidanza per cui si deve sempre fare riferimento al proprio ginecologo o all’ostetrica di fiducia. Di seguito diamo dei principi generali, dal momento che un piano nutrizionale deve essere calibrato ad personam in base alle proprie necessità e gusti, secondo il principio base della Medicina Funzionale che considera fondamentale la relazione uomo-ambiente e psiche-soma: il cibo ha valore emozionale e mangiare è un piacere.

Meglio puntare sulla qualità che sulla quantità.

PROTEINE. Assumere quelle ad alto valore biologico ovvero ricche di tutti gli aminoacidi essenziali, presenti sia nella carne che nel pesce, come nei legumi e nei cereali e non dimentichiamo le uova.

ZUCCHERI E CARBOIDRATI. Derivati dai cerali – pane e pasta, o dalla frutta, o dal miele. Nelle tabelle nutrizionali presenti sulle confezioni dei prodotti accertatevi che la quantità di zuccheri indicata sia meno della metà dei carboidrati totali (es. per 100 g di prodotto: carboidrati 60 g di cui zuccheri 20 g- va bene; carboidrati totali 60 g. di cui zuccheri 58 g – non va bene). Per zuccheri si intendono zuccheri solubili quindi glucosio e fruttosio che, se in eccesso, non sono utilizzati dalle cellule per ricavare energia ma possono alterare gravemente proteine  e  grassi rendendoli inutilizzabili e provocando danni alla madre (insulino-resistenza ad esempio) e al feto (macrosomia fetale).

GRASSI.  Assumere cibi ricchi di omega 3 (pesci e alghe) e omega 6 (alcuni semi oleaginosi e alcuni oli).

VITAMINE. Quelle antiossidanti per ridurre l’eccesso di radicali liberi (ROS) che segue alle modificazioni metaboliche della gravidanza – vitamina C e provitamina A – presenti in agrumi e brassicacee; vitamina K e vitamina D uova e pesce) fondamentali per strutturare l’apparato muscolo-scheletrico del feto ma anche per quello della madre, cui si aggiunge l’acido Folico o vitamina B9 per evitare malformazioni del feto (spina bifida) insieme a tutte le altre vitamine del gruppo B, in particolare la B12 (cereali e legumi).

SALI MINERALI. Calcio, Fosforo e Magnesio (latticini, frutta e verdura) necessari per la genesi dell’apparato muscolo-scheletrico; Iodio, Zinco e Selenio (prodotti della pesca, frutta secca, molluschi) per il buon funzionamento della tiroide e del connettivo.

IDRATAZIONE. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno con residuo fisso a 180° inferiore a 50 mg/l.  Attenzione alle tisane: possono contenere piante non adatte alla gravidanza.

ATTIVITÀ FISICA. Continua, giornaliera, moderata: mantiene efficiente la muscolatura, la respirazione, la circolazione, il tono dell’umore. Vanno benissimo lo yoga o la ginnastica specifica per le donne in gravidanza.

 

Avvertenze e precauzioni

Non Assumere bevande nervine – tè, caffè, alcoolici e superalcolici, dolcificanti, additivi. Non assumere cibi di incerta provenienza. Meglio a Km zero se frutta e verdura. Per carne e pesce accertarsi della filiera. Limitare i pesci della famiglia degli squali – pesce spada, tonno, verdesca etc. Pesce e carne una pozione a settimana, MAI CRUDI. Evitare: formaggi molli e semi molli, anche erborinati, latte crudo, funghi una tantum solo di certa provenienza. Evitare cibo confezionato industrialmente (inscatolato), o preparato e conservato in casa. Ricordo che mai come in questa situazione il FAI DA TE è pericoloso. Sempre consultarsi col vostro medico di riferimento (meglio se esperto di Medicina Funzionale).

Nel prossimo articolo esamineremo la relazione fra l’apparato muscolo-scheletrico e gli ormoni dal punto di vista della Medicina Funzionale.

Bibliografia

Sadler; Embriologia Medica di Langman, EDRA ed.; 2016

Nava; Alimentazione in Gravidanza; RED EDIZIONI

Mezzani; Gravidanza, la dieta ideale; TERRA NUOVA EDIZIONI; 2015

www.libreriauniverso.it